Forse ci pensi da tempo. Hai cercato il nome di uno psicoterapeuta, hai letto qualche pagina, ti sei quasi convinto a scrivere. Poi hai visto la parola «online» e qualcosa si è inceppato. Come si fa a raccontare le cose più delicate a uno schermo? Chi altro potrebbe ascoltare? E se davanti alla telecamera non riuscissi a dire nulla?

Sono dubbi legittimi, e meritano una risposta concreta. Molte persone rinunciano a chiedere aiuto semplicemente perché non riescono a immaginare come si svolga un incontro a distanza. Per questo vorrei raccontartelo con ordine, dal momento in cui ti colleghi a quello in cui chiudi la finestra della videochiamata.

Che cosa serve per cominciare

Gli strumenti necessari sono pochi. Io lavoro esclusivamente online e uso Google Meet: prima dell'incontro ricevi un link, lo apri all'ora concordata e ti trovi nella stanza virtuale. Non occorre installare programmi particolari né avere competenze tecniche. Se la connessione crea problemi, esiste un'alternativa semplice: la videochiamata su WhatsApp.

Più della tecnologia, conta la preparazione dello spazio intorno a te.

Prima della seduta

Un luogo riservato. Una stanza con la porta chiusa, dove nessuno possa entrare o ascoltare. Chi vive in una casa affollata a volte sceglie l'auto parcheggiata in un posto tranquillo: va bene anche così.

Una connessione stabile e un dispositivo carico: computer, tablet o smartphone appoggiato in modo che tu non debba tenerlo in mano.

Un paio di auricolari. Proteggono la riservatezza e aiutano a sentire meglio le sfumature della voce.

Mezz'ora di tranquillità prima e dopo. Serve a non passare di corsa da una riunione di lavoro alla seduta e, alla fine, a lasciare decantare ciò che è emerso prima di tornare alle incombenze di casa.

Un bicchiere d'acqua e qualcosa per prendere appunti possono essere utili, ma non sono indispensabili.

Che cosa cambia rispetto a una seduta di persona

Sarebbe poco onesto sostenere che non cambi nulla. Alcune differenze esistono, e conoscerle aiuta a viverle con serenità.

La prima riguarda lo spazio. Non condividiamo la stessa stanza: tu sei nel tuo ambiente, con i tuoi oggetti e i tuoi rumori di fondo. Questo richiede un po' di cura nella preparazione, ma per molte persone rappresenta un vantaggio, perché trovarsi a casa propria abbassa la tensione dei primi incontri.

La seconda riguarda il corpo. Attraverso la telecamera vedo il tuo volto, le spalle, i gesti delle mani, ma non tutto. Per questo, quando serve, ti chiedo di descrivermi ciò che senti o di spostare l'inquadratura: è un modo diverso di osservare, non un'osservazione più povera.

La terza riguarda i tempi. Senza il tragitto che di solito precede un appuntamento manca quel margine naturale che separa la seduta dal resto della giornata. È il motivo per cui insisto sulla mezz'ora di tranquillità: quella transizione, online, va costruita di proposito.

Ci sono poi vantaggi pratici evidenti. Puoi mantenere la continuità degli incontri anche se cambi città, se viaggi per lavoro o se i tuoi orari non ti permettono spostamenti. E puoi scegliere il professionista in base all'approccio che senti più vicino, indipendentemente da dove abiti.

Che cosa resta identico: la relazione

La parte più importante della psicoterapia non passa attraverso il cavo, ma attraverso la relazione. È l'incontro fra due persone, in cui una si sente accolta e l'altra si mette in ascolto con tutta la sua attenzione. Questa qualità non dipende dal mezzo.

«La relazione terapeutica è l'arte dello stare vicino alla persona che soffre, con delicatezza e profondo rispetto.»— Tamara Frezza

Restano identiche anche le regole. I principi del codice deontologico degli psicologi valgono per intero nelle prestazioni a distanza: il segreto professionale, il consenso informato, la tutela dei dati personali. Quello che racconti resta tra noi, esattamente come in qualunque seduta di persona.

La casa come specchio di sé

C'è poi un aspetto della seduta online a cui tengo in modo particolare, perché intreccia due strade della mia formazione. Accanto al percorso clinico ho frequentato il corso di Psicologia delle Personalità Abitative con la dott.ssa Monica Amà, all'Accademia di Architettura Feng Shui di Verona: un ambito frequentato soprattutto da architetti, che ha cambiato il mio modo di guardare agli spazi in cui viviamo.

La casa è un'estensione del nostro corpo. È il luogo in cui ci ricarichiamo, ma è anche uno specchio che riflette i nostri conflitti interiori, i nostri sogni, i nostri vissuti. Senza rendercene conto arrediamo il mondo esteriore attraverso i filtri di quello interiore, e il modo in cui abitiamo uno spazio racconta la relazione che si è creata fra quel luogo e il materiale inconscio che vi si manifesta.

«Mostrami il tuo ambiente abitativo e ti dirò chi sei.»

Quando l'incontro si svolge a casa tua, questa relazione diventa osservabile nel qui e ora. Non ti chiedo di mostrarmi le stanze né di farmi vedere ciò che hai intorno. Ti chiedo, quando ha senso, di descrivermi come ti senti in quello spazio, che cosa provi, dove hai scelto di sistemarti per l'incontro. Sono domande semplici, ma aprono spesso una via inattesa verso la consapevolezza di sé.

A questo tema dedicherò un prossimo articolo, su come la nostra casa riflette la nostra personalità.

I dubbi più frequenti

«E se non riesco ad aprirmi davanti a una telecamera?» È la preoccupazione più comune, e di solito si scioglie più in fretta del previsto. I primi minuti possono sembrare strani; poi l'attenzione si sposta sulla conversazione e lo schermo passa in secondo piano. Alcune persone scoprono addirittura di parlare con più libertà, protette dalla familiarità del proprio ambiente. Se l'imbarazzo resta, possiamo nominarlo e partire proprio da lì: anche questo fa parte del lavoro.

«Come faccio a sapere che nessuno ascolta?» Dalla mia parte, la riservatezza è garantita dagli obblighi professionali. Dalla tua, sei tu a scegliere il luogo e il momento. Se un giorno non riesci a trovare uno spazio protetto, è meglio spostare l'incontro che svolgerlo a metà.

«Si può lavorare con il corpo anche a distanza?» Sì, con qualche accorgimento. Il rilassamento psico-corporeo, le tecniche immaginative e la respirazione si guidano con la voce: tu puoi sederti comodo o sdraiarti, chiudere gli occhi se lo desideri, e seguire le indicazioni. Al termine dell'esperienza ne parliamo insieme, per dare parole a ciò che hai sentito. Praticare queste tecniche a casa tua ha anche un vantaggio: il gesto appreso appartiene già al luogo in cui vivi, e ti sarà più facile ripeterlo da solo. Molte delle tecniche di respirazione che propongo vengono dalla mia pratica del Viet Tai Chi; un esempio è l'esperienza descritta in Il respiro come àncora.

Per saperne di più: nella pagina Il percorso trovi gli strumenti con cui lavoro e il modo in cui li adatto a ciascuna persona.

Come si svolge il primo colloquio

Il primo incontro serve a conoscerci. Mi racconti che cosa ti ha spinto a scrivere, nella misura in cui te la senti; io ti spiego come lavoro e ti faccio qualche domanda per inquadrare la situazione. Non è un esame e non ti viene chiesto di arrivare preparato. Alla fine avremo entrambi elementi sufficienti per capire se ha senso proseguire insieme e in che modo.

Va detto con franchezza anche un limite: la psicoterapia online non è adatta a ogni circostanza. In alcune situazioni, per esempio nelle crisi acute, può essere più indicato un servizio presente sul territorio. Se lo ritengo opportuno, te lo dico fin dal primo colloquio e ti aiuto a orientarti.

Se hai domande pratiche, trovi alcune risposte nelle domande frequenti della pagina Contatti. Quando ti senti pronto, puoi fissare un incontro online. Non serve avere già chiaro che cosa dire: a volte basta sapere che qualcosa, così com'è, non va più bene.

Vuoi capire se il mio percorso fa per te? Possiamo conoscerci in un primo colloquio online e capire insieme da dove partire.

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TF
Dott.ssa Tamara Frezza — Psicologa-Psicoterapeuta
Lavoro online con adulti e adolescenti, con un approccio bio-psico-spirituale che intreccia Psicosintesi, Analisi Transazionale e ascolto del corpo. Incontri su Google Meet, su appuntamento, anche in fascia serale.
Ordine degli Psicologi del Veneto n. 11115 · Chi sono

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