Il respiro ci accompagna dal primo istante di vita, eppure quasi mai gli prestiamo attenzione. Lo diamo per scontato finché tutto va bene. Poi arriva un momento di tensione e diventa corto, veloce, affannato, e senza accorgercene alimenta l'agitazione che vorremmo calmare. Tornare al respiro è uno degli strumenti più semplici e antichi per ritrovare equilibrio.

Il legame tra respiro ed emozioni

Il modo in cui respiriamo racconta come stiamo. Quando siamo spaventati o in allerta, il respiro sale verso il petto e accelera; quando siamo distesi, rallenta e scende verso il ventre. Questo legame funziona nei due sensi: le emozioni modellano il respiro, e allo stesso modo il respiro può ammorbidire le emozioni.

Rallentare l'espirazione, in particolare, invia al sistema nervoso un segnale di sicurezza. Il corpo riceve il messaggio che il pericolo è passato e comincia a distendersi. È un dialogo silenzioso tra corpo e mente, disponibile in qualsiasi momento e senza bisogno di nulla.

Una pratica semplice per i momenti difficili

Quando l'agitazione sale, un breve esercizio di respirazione aiuta a ritrovare il centro. Ecco una pratica che insegno spesso.

La pratica del respiro lungo

Trova una posizione comoda, seduta o in piedi, e appoggia una mano sul ventre.

Inspira dal naso contando fino a quattro, sentendo la pancia che si allarga.

Lascia una breve pausa.

Espira dalla bocca contando fino a sei.

Ripeti per cinque o sei respiri, senza forzare.

Se contare fino a sei ti risulta faticoso, accorcia pure: conta ciò che ti è comodo, purché l'espirazione resti più lunga dell'inspirazione.

Bastano pochi minuti. Puoi usarla prima di un impegno che ti mette in tensione, quando ti svegli di notte con i pensieri che corrono, oppure per concederti una pausa nel mezzo della giornata.

«Il respiro è l'unico strumento che portiamo sempre con noi.»

Perché funziona

Il respiro è l'unica funzione automatica del corpo su cui possiamo intervenire in modo volontario. Quando lo rallentiamo con intenzione, entriamo in contatto con la parte del sistema nervoso che governa il riposo e il recupero. Non stiamo forzando la calma: stiamo offrendo al corpo le condizioni perché la calma torni da sé. Per questo la respirazione è tanto efficace nei momenti di ansia, quando la mente da sola fatica a rassicurarci.

Dal Viet Tai Chi alla seduta

Il respiro è al centro di molte discipline che vengono dall'Oriente. Nella mia formazione l'ho incontrato attraverso il Viet Tai Chi, una pratica che unisce movimento lento, consapevolezza del corpo e attenzione al respiro. Da lì ho imparato quanto una respirazione curata possa cambiare lo stato interiore, e porto spesso questa esperienza negli incontri con le persone che accompagno.

Il respiro non sostituisce un percorso psicologico e, da solo, non scioglie ciò che ci fa soffrire. Diventa però un alleato prezioso lungo la strada: un gesto concreto da avere sempre con sé, mentre si lavora con più calma su ciò che sta sotto. Come ogni cosa, si affina con la pratica. All'inizio può sembrare strano fermarsi ad ascoltare qualcosa che avviene da sé; con il tempo diventa un rifugio a portata di mano.

Portare il respiro nella giornata

La pratica formale, seduti in un momento dedicato, è preziosa. Il respiro consapevole dà però il meglio quando entra nei gesti ordinari. Puoi respirare con calma mentre aspetti in fila, prima di una telefonata che temi, o nei minuti che precedono il sonno. Non serve ritagliarsi ore: bastano pochi respiri, ripetuti spesso, per insegnare al corpo una strada nuova.

Molte persone iniziano quasi per scetticismo e restano sorprese dalla differenza che pochi respiri possono fare. Cambia anche il rapporto con i momenti difficili: sapere di avere sempre con sé uno strumento che funziona alleggerisce la paura, perché in mezzo all'agitazione potere fare qualcosa di concreto restituisce un piccolo senso di controllo. È un modo per ricordare al corpo, e a noi stessi, che quel momento passerà.

Una raccomandazione, prima di iniziare. Se soffri di condizioni respiratorie o cardiache, o se durante l'esercizio compaiono capogiri, interrompi e torna al tuo respiro naturale. L'obiettivo è la calma, e la calma non si conquista forzando.

Tamara Frezza, Psicologa-Psicoterapeuta.

Tamara Frezza è psicologa e psicoterapeuta. Lavora online con persone adulte, con un approccio bio-psico-spirituale che intreccia Psicosintesi, Analisi Transazionale e attenzione al corpo. Ordine degli Psicologi del Veneto n. 11115.

Questo articolo ha finalità informative e di psicoeducazione. Non sostituisce un colloquio professionale e non costituisce diagnosi o cura. Se stai attraversando una difficoltà, rivolgiti a un professionista qualificato.

Il corpo è la via per raggiungere l’armonia” 

Tamara Frezza

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