C'è, dentro ognuno di noi, una parte che sa. Una voce tranquilla che riconosce ciò che ci fa bene, anche quando il rumore dei pensieri la copre. Le tradizioni psicologiche le hanno dato nomi diversi: la Psicosintesi la chiama Sé Superiore, altri approcci parlano della parte sana e integra della persona. Al di là del nome, si tratta di una risorsa che abbiamo già dentro e che possiamo imparare a riascoltare.
Una voce che abbiamo dimenticato
Da bambini eravamo più vicini a questa voce. Sapevamo dire con semplicità di che cosa avevamo bisogno, quando eravamo stanchi, che cosa ci dava gioia. Crescendo, molte cose l'hanno coperta: le aspettative degli altri, le regole che abbiamo interiorizzato, l'idea di come «dovremmo» essere. A furia di non ascoltarla, abbiamo smesso di sentirla.
Non è sparita, però. È rimasta lì, sotto strati di doveri e di abitudini, e continua a indicarci la direzione attraverso piccole tracce: un senso di disagio quando tradiamo noi stessi, il sollievo che proviamo quando finalmente facciamo una scelta vera.
Perché la perdiamo di vista
Il rumore che copre questa voce ha molte forme. Sono i pensieri svalutanti che ci ripetono che non siamo abbastanza. Sono le credenze limitanti costruite nel tempo, spesso ereditate da altri e mai messe in discussione. È la fretta delle giornate, che non lascia spazio al silenzio in cui quella voce si fa sentire.
Riconoscere questo rumore è il primo passo. Quando iniziamo a distinguere i pensieri automatici dalle nostre reali inclinazioni, qualcosa si apre. Cominciamo a chiederci se una certa convinzione è davvero nostra, oppure se l'abbiamo ricevuta e portata avanti senza accorgercene.
Come si manifesta, nel concreto
Immagina di dover dare una risposta: un invito, una proposta di lavoro, una richiesta d'aiuto. La testa elenca ragioni e controragioni, calcola cosa penseranno gli altri. Intanto, più sotto, c'è una sensazione immediata e onesta, che sa già se quella cosa ti appartiene oppure no. Spesso la mettiamo a tacere, perché sembra meno razionale. Eppure quella sensazione custodisce la voce di cui parliamo.
Quel segnale porta con sé un'informazione preziosa. Possiamo ascoltarlo e tenerne conto insieme alla ragione, senza per forza obbedirgli alla cieca. Impararlo richiede pratica, perché per anni abbiamo dato la precedenza a tutto il resto.
Uno spazio per fare silenzio
Ritrovare questa voce chiede, prima di tutto, di rallentare. Nella vita di ogni giorno le occasioni di vero ascolto sono rare: siamo raggiungibili di continuo, sollecitati da mille richieste. Un percorso psicologico offre un tempo protetto, in cui nessuno chiede nulla e si può finalmente sostare accanto a ciò che si prova.
In quello spazio le domande importanti trovano voce. Che cosa desidero davvero? Che cosa mi fa sentire vivo? Quali scelte ho rimandato per paura? Non sempre le risposte arrivano subito, e va bene così: a volte è la domanda stessa, tenuta accesa con delicatezza, a mettere in moto il cambiamento.
Tornare ad ascoltarsi
Un percorso di conoscenza di sé serve proprio a questo: fare spazio a quella voce e restituirle un posto nelle nostre scelte. È un lavoro concreto, fatto di attenzione quotidiana. Insieme impariamo a fermarci e a distinguere ciò che vogliamo davvero da ciò che crediamo di dover volere. Usiamo strumenti diversi, dalla parola al lavoro sul corpo, scelti in base alla persona che ho di fronte.
Poco alla volta la voce saggia torna udibile, e con lei la sensazione di essere al posto giusto nella propria vita. Non arriva tutto in un momento: arriva in piccoli lampi di chiarezza, che con il tempo diventano più frequenti e più stabili.
Il passo più importante
Ogni volta che scegliamo ascoltandoci, invece di reagire per abitudine, quella voce guadagna forza. È un allenamento gentile, che chiede coraggio e delicatezza insieme. Non si tratta di diventare persone diverse, ma di tornare a essere pienamente ciò che siamo, lasciando cadere ciò che ci sta stretto.
Conoscersi è l'esperienza più stimolante che ci sia. Apre a un modo di vivere più fedele a sé, in cui le decisioni nascono da dentro e non dalla paura di deludere gli altri. Da lì si riparte, un passo alla volta.
Tamara Frezza, Psicologa-Psicoterapeuta.
Tamara Frezza è psicologa e psicoterapeuta. Lavora online con persone adulte, con un approccio bio-psico-spirituale che intreccia Psicosintesi, Analisi Transazionale e attenzione al corpo. Ordine degli Psicologi del Veneto n. 11115.
Questo articolo ha finalità informative e di psicoeducazione. Non sostituisce un colloquio professionale e non costituisce diagnosi o cura. Se stai attraversando una difficoltà, rivolgiti a un professionista qualificato.
“Il corpo è la via per raggiungere l’armonia”
Tamara Frezza
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